Oggetto comune nella vita di ogni giorno, la carta igienica è presente nella storia del cinema. Ciak, si strappa!

Avventura, horror, splatter, commedie, azione, road movies… tranne che nei film western la carta igienica ha un ruolo nella storia del cinema, spesso di prim’ordine.

Ma… la carta igienica è attore tragico o attor comico?

Scorrendo i campioni d’incasso al botteghino emergono scene come quella del furto dei rotoli in La rivincita delle bionde di Robert Luketic con Reese Witherspoon (2001) o quella in cui Renato Pozzetto (Uno contro l’altro, praticamente amici di Bruno Corbucci, 1981) consegna una valigia con 100 milioni di lire che una volta aperta risulta invece piena di… carta igienica, che indicano come il rotolo al cinema sia naturalmente portato a far da spalla nei copioni comici.

La tesi parrebbe confermata pensando a Sausage Party – Vita segreta di una salsiccia (2016), folle film d’animazione a firma di Greg Tiernan e Conrad Vernon in cui un esilarante rotolo di carta igienica piange la propria condizione “esistenziale”. Ancora: sicuri che le interminabili risate che scatena quel capolavoro di Blake Edwards e Peter Sellers che è Hollywood Party (1968), sarebbero altrettanto epiche senza il volto dell’attore britannico che guarda la carta igienica srotolarsi nel bagno della megavilla hollywoodiana?

Eppure, nonostante l’uso stesso della carta da bagno sia legato alla comicità più triviale, non è da sottovalutare il suo ruolo filosofico: in tempi recenti (2014) il dispiegarsi di un rotolo di carta igienica su cui sono stati vergati strani simboli mostra l’evoluzione del pianeta Terra, il film è Birdman (o l’imprevedibile virtù dell’ignoranza) di Alejandro González Iñárritu; esperienza di recitazione drammatica nel 1999 quando un’inquieta Hilary Swank camuffa la propria identità sessuale usando un “rinforzo” di carta igienica nella pellicola Boys don’t cry di Kimberly Pierce.

Ruolo toccante per la carta igienica nel recente documentario (2017) Maestro di Alexandre Valenti, che porta alla luce le storie dei musicisti che composero partiture nei lager e nei gulag, scrivendole anche sulla carta presa nei bagni. Maestro è un viaggio nel lavoro di Francesco Lotoro, direttore d’orchestra che in oltre 20 anni di viaggi e ricerche è riuscito a recuperare migliaia di melodie perdute.

Non si contano poi gli zombie in carta igienica, i lanci di rotoli e gli errori di ripresa come nel film di Cheryl Hines Serious Moonlight (2009) in cui nella stessa scena il rotolo di carta igienica (in presenza del protagonista legato alla tavoletta e impossibilitato ad allungare le mani) appare prima intatto, poi “usato” e poi di nuovo intatto.

Il ruolo forse più interessante è però un ruolo da non protagonista, una parte in cui la carta igienica diventa indicatore dello spessore dei personaggi. A valorizzare la carica ermeneutica del rotolo non è il cinema bensì la tv: nella quarta puntata della prima serie di Sex and the city (1998), Carrie (Sarah Jessica Parker), dopo aver passato una notte d’amore con un ventenne si sveglia al mattino e scoprendo che in bagno manca la carta igienica afferma: “Ero troppo grande per i ragazzi del mio passato e troppo giovane per gli uomini del mio futuro”.